A lungo trascurata da imprese, istituzioni e governi, la cybersecurity sta oggi ricevendo un’attenzione senza precedenti. Questo cambiamento è strettamente legato alle crescenti tensioni geopolitiche, che stanno ridefinendo gli equilibri economici e commerciali globali ed esponendo le imprese a nuovi rischi e a livelli più elevati di incertezza. La crescente complessità e imprevedibilità delle traiettorie tecnologiche può infatti minacciare su più fronti la continuità operativa delle aziende.
In questo scenario si inserisce il rafforzamento del quadro normativo europeo in materia di sicurezza informatica. Regolamenti e direttive, come quelle analizzate nei capitoli precedenti, evidenziano la necessità di affrontare un rischio che nasce sempre più spesso da fattori esterni alle imprese: restrizioni sulle esportazioni tecnologiche, conflitti ibridi, campagne statali di cyber spionaggio, vulnerabilità delle supply chain globali. Queste forme di pressione internazionale dimostrano che la cybersecurity è parte di un più ampio processo di adattamento ai mutamenti geopolitici.
Questo nuovo contesto impone alle imprese una consapevolezza diversa: non basta più proteggere il proprio perimetro o adottare misure tecniche tradizionali. Le aziende sono sempre più chiamate a considerare la natura geopolitica delle minacce, valutando l’esposizione della propria filiera, il grado di dipendenza da fornitori strategici e l’impatto potenziale di decisioni politiche esterne. Per questo motivo, la sicurezza dei sistemi informatici non può più essere considerata un costo accessorio o una risposta episodica agli incidenti, ma una componente essenziale delle strategie aziendali in un ambiente economico sempre più interconnesso e condizionato da equilibri internazionali mutevoli.
Trascurare la cybersecurity significa sottovalutare il ruolo strategico che la sicurezza e la continuità operativa devono assumere come criteri guida dell’azione d’impresa. Le interruzioni delle catene di fornitura durante la pandemia, le crisi energetiche, la dipendenza da infrastrutture digitali e l’instabilità di aree geografiche cruciali per la produzione di componenti tecnologici hanno mostrato quanto la capacità di prevenire e gestire interruzioni, anche provocate da attacchi informatici che riflettono il clima di instabilità globale, sia diventata centrale per garantire il funzionamento quotidiano delle attività aziendali. In questa prospettiva, le soluzioni di cybersecurity diventano parte integrante della gestione della resilienza operativa, contribuendo a preservare la stabilità dei processi produttivi e commerciali.
La crescente centralità di sistemi avanzati di cybersecurity si inserisce in una dinamica più ampia di espansione dei servizi avanzati e digitali, che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo strutturale nell’economia globale. Già prima delle recenti crisi, il commercio internazionale di servizi aveva superato quello dei beni, e all’interno di questo comparto i servizi veicolati digitalmente - come software, data analytics e cybersecurity - hanno registrato la crescita più significativa. L’incertezza economica e geopolitica, unita alle tensioni commerciali e alla necessità di garantire continuità operativa e stabilità delle relazioni di fornitura, sta ulteriormente rafforzando questa tendenza, spingendo imprese e governi a investire in tecnologie e competenze digitali.
In Europa e negli Stati Uniti, politiche industriali e programmi di incentivazione stanno favorendo lo sviluppo di questi settori, riconosciuti come leve strategiche per ridurre le vulnerabilità delle catene del valore, avvicinare produzioni e servizi ai mercati di sbocco e sostenere la diversificazione dei mercati. In questo contesto, la cybersecurity non rappresenta solo una risposta ai rischi digitali, ma una componente essenziale dell’infrastruttura di servizi avanzati su cui si fonda la capacità delle imprese di operare, adattarsi e competere in un contesto economico sempre più complesso e instabile.
Di Elena Prodi - Ricercatrice e docente di Economia, Università San Raffaele Roma e CIMET