Il 2026 non è un anno qualunque per la cybersecurity: è il momento in cui la Direttiva NIS2 diventa davvero operativa in Italia, grazie al recepimento tramite il D.Lgs. 138/2024.
La sicurezza informatica smette di essere un tema “solo IT” e diventa parte integrante del risk management aziendale, coinvolgendo ben 18 settori critici: dalla sanità alla pubblica amministrazione, passando per energia, trasporti e finanza.
Una delle novità più importanti? La responsabilità diretta del management. L’articolo 23 del decreto è chiaro: il CdA e gli amministratori devono scendere in campo. Non basta delegare ai tecnici: i vertici devono:
Messaggio chiaro: se un dirigente ignora i rischi, il rischio ignora il dirigente.
Per non perdersi tra date e obblighi, ecco il calendario operativo:
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Data |
Cosa succede |
Significato pratico |
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1° gennaio 2026 |
Obbligo di notificare gli incidenti |
Pre-notifica entro 24h, dettagli in 72h, report finale entro 1 mese |
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28 febbraio 2026 |
Aggiornamento annuale ANAC |
Conferma dati, ruoli e asset sul portale ACN |
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Aprile–maggio 2026 |
Categorizzazione e aggiornamento asset |
Linee guida, selezione IT/OT, riconferma domini e IP |
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Ottobre 2026 |
Implementazione misure tecniche |
Applicazione delle specifiche ACN: 37 misure per soggetti importanti, 43 per essenziali |
Dal 1° gennaio 2026, ogni incidente va notificato al CSIRT Italia con tempistiche precise:
Chi non rispetta i tempi rischia multe pesanti: fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato per i soggetti essenziali, e fino a 7 milioni o l’1,4% per quelli importanti.
La Determina ACN 164179 definisce le regole del gioco: 37 misure e 87 requisiti per i soggetti importanti, 43 misure e 116 requisiti per quelli essenziali. Si parla di:
In pratica, tutto il ciclo del framework nazionale: Governance, Identificazione, Protezione, Rilevamento, Risposta, Ripristino.
L’esperienza del GDPR ci ha insegnato che i controlli non arrivano mai “a sorpresa”, ma colpiscono duramente chi non è preparato. Con la NIS2, l’ACN adotterà un approccio differenziato: controlli preventivi per i soggetti essenziali e verifiche post-evento per i soggetti importanti, soprattutto a seguito di incidenti significativi o segnalazioni.
Le modalità richiamano da vicino le ispezioni già viste in ambito privacy: richieste documentali, valutazioni delle misure tecniche e organizzative, audit sul campo. Il messaggio è chiaro: la conformità va dimostrata prima, non costruita in emergenza quando l’autorità bussa alla porta.
Per evitare di trovarsi impreparati di fronte alle prime scadenze operative, è fondamentale avviare da subito attività chiave, che costituiscono la base di un percorso di conformità concreto.
Prepararsi alla NIS2 non è solo evitare sanzioni: significa garantire continuità operativa, fiducia e resilienza. Ma c’è di più: questa direttiva non è un ostacolo burocratico, è un’opportunità strategica. Perché?
Chi si muove ora, non solo rispetta la legge, ma costruisce un ecosistema più sicuro, agile e competitivo. In un mondo dove la fiducia è la nuova moneta, la NIS2 è il biglietto d’ingresso per restare rilevanti.
Di Luca Benatti - Head Of Business Development